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ACLI Verona pone 5 domande

20 maggio 2022. Ecco le domande che ACLI Verona ha posto al candidato sindaco Alberto Zelger

1) Quali ragioni la spingono a candidarsi alla carica di sindaco di Verona?

Non ho cercato io questa candidatura. Me l’ha chiesto con insistenza il Comitato Verona per la
Libertà, che fin dal 24 luglio scorso ha organizzato le manifestazioni di piazza per la libertà di scelta vaccinale e contro il greenpass. Io vi ho partecipato fin dall’inizio e sono l’unico consigliere comunale, che si è schierato pubblicamente contro queste imposizioni assurde, che creano discriminazioni a scuola e sul lavoro, affossando l’economia, censurando le informazioni sugli effetti avversi dei vaccini e sulle cure domiciliari. Fra i diversi eventi, che mi videro protagonista su questi temi, vorrei ricordare la conferenza stampa del 7 ottobre 2021 col prof. Daniele Trabucco, costituzionalista, e il dott. Dario Giacomini, medico direttore di Radiologia e fondatore di ContiamoCi!; ma anche la mia adesione al Coordinamento nazionale degli Amministratori locali No Greenpass e il mio successivo appello all’ANCI Veneto dell’8 febbraio 2022.

La mia candidatura quale sindaco alle prossime elezioni amministrative fu annunciata il 10 marzo 2022 con una conferenza stampa in piazza Bra del Comitato Verona per la Libertà, che mi indicò quale sindaco dell’omonima lista civica. Nella conferenza stampa del 28 aprile in piazza dei Signori ho annunciato la nascita di una seconda lista civica a sostegno della mia candidatura: la lista Zelger Sindaco, nella quale ho inserito medici, avvocati, imprenditori e rappresentanti delle diverse professioni; alla presentazione hanno partecipato anche l’europarlamentare Francesca Donato e la dott.ssa Barbara Balanzoni, medico anestesista-rianimatore, molto seguita per le sue battaglie contro la dittatura sanitaria.

L’11 maggio infine, il Popolo della Famiglia, per bocca del suo presidente nazionale Mario Adinolfi, annunciò, in una conferenza stampa online, il sostegno di una sua lista alla mia candidatura a sindaco di Verona. Ora quindi, nella mia campagna elettorale, ho il sostegno di ben tre liste.

2) Nella sua ultima enciclica il Papa definisce la buona politica come uno strumento per favorire la diversità produttiva e la creatività imprenditoriale. Tema caldo e particolarmente complesso in questo periodo storico. Quale è il suo punto di vista e come intende affrontare il problema?

Credo che la creatività degli italiani sia famosa in tutto il mondo. Grazie a questa e all’innata
capacità di arrangiarsi, abbiamo saputo risollevarci dopo due guerre mondiali.

La situazione attuale presenta comunque molte incognite. Anzitutto una gestione pandemica, che ha quasi distrutto la piccola e media impresa, con la svendita di molte nostre aziende e infrastrutture a francesi, tedeschi e cinesi, lasciando spazio ai gruppi finanziari internazionali e alle multinazionali che non pagano neppure le tasse in Italia (vedi Amazon). In secondo luogo il preoccupante aumento del debito pubblico italiano (quasi 3000 miliardi), attuato dal governo con motivazioni discutibili (30 miliardi di spese militari, 4-5 miliardi spesi nell’acquisto di
vaccini inefficaci e dannosi) e con uno spread che ha raggiunto i 600 punti ed è sempre al di sopra dei 200 punti (Berlusconi fu fatto cadere per questo); prima o poi i nodi verranno al pettine, ma forse l’Italia sarà già fallita, come la Grecia, e dovrà vendere anche il Colosseo.

A questo si aggiungono le sanzioni alla Russia, che hanno causato perdite plurimiliardarie alle nostre aziende (nella bassa veronese molti mobilifici hanno chiuso i battenti o hanno perso il 70% del loro fatturato); senza considerare l’aumento vertiginoso delle bollette energetiche, causate da una politica estera scellerata, che non cura gli interessi dell’Italia, ma si accoda alle mire geopolitiche di altri paesi attraverso il braccio armato della NATO, fondata a scopodifensivo, ma da tempo utilizzata per promuovere guerre in tanti paesi: Irak, Afghanistan, Libia, Siria, Serbia-Kosowo, ed ora anche in Ucraina, come velatamente ha dichiarato anche papa Francesco: “L’abbaiare della NATO alla porta della Russia ha indotto il Capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto. Un’ira che non so dire se sia stata provocata ma facilitata forse si”.

Un’Italia che ha visto crollare il suo sistema sanitario e ha acuito divisioni e discriminazioni, a causa di vincoli e costrizioni mai viste nella storia repubblicana; un’Italia inserita in un’Europa, che ha abbandonato Dio per adorare gli idoli (prosperità, salute, tecnologie, potere, …), dimenticando che “senza di me, non potete fare nulla” (Gv 15,5).
Cosa possiamo fare per risolvere tutto questo? Anzitutto recuperare gli ideali più alti: verità, solidarietà, giustizia, impegno sociale, trasparenza, rispetto delle opinioni altrui, promozione delle eccellenze, cultura d’impresa e del lavoro, eccetera; tutti valori che dobbiamo recuperare e chiedere a Dio attraverso una conversione profonda, che comprende anche la croce – non illudiamoci –; ma poi anche il rimboccarci le maniche, come hanno fatto i nostri padri nel dopoguerra. A livello comunale comunque le iniziative possibili sono tante, ma per questo rimando al mio programma elettorale.

3) Un altro tema forte in questo momento è quello del welfare. La rete delle associazioni che si occupano di sociale a Verona è fitta e ben articolata. Quale rapporto intende sviluppare con essa?

Un rapporto fitto e di reciproca collaborazione. La provincia di Verona infatti ha la fortuna di
avere una miriade di associazioni (anni fa il CSV ne contava 440), che si occupano di tutto.

E’ un buon segno, ma bisogna evitare che dipendano totalmente dai contributi comunali o
regionali, altrimenti non si tratta di volontariato, ma di dipendenti assunti a basso salario.

A far da guida comunque deve essere il principio di sussidiarietà, in base al quale un ente
pubblico non deve sostituirsi a quello che può fare meglio un privato, altrimenti quest’ultimo
diventa ostaggio della politica e può succedere –è già capitato – che il privato si organizzi per
guadagnarci sulla pelle dei suoi dipendenti, erogando servizi di bassa qualità: questo non è
volontariato.

4) Per quando riguarda il concetto di cittadinanza attiva, che cosa pensa di fare per rendere i cittadini veri protagonisti attivi della comunità?

E’ un concetto interessante, che va riempito di contenuti, perché l’impegno sociale richiede
competenza, studio, tenacia nelle avversità, e anche tanta pazienza, perché ogni persona è una
ricchezza unica e c’è sempre il rischio di dividersi su questioni poco importanti. Purtroppo c’è
anche un diffuso protagonismo, che può mettere gli uni contro gli altri e rovinare tutto; il
cristiano però deve ispirarsi allo spirito di servizio e bandire le ambizioni personali, se vuole
veramente essere il sale della terra.


5) In conclusione, cosa intende Lei per “buona politica”?

Come diceva Paolo VI, la politica è la più alta forma di carità, ma può diventare un ambiente
tenebroso, dove crescono l’ambizione, il carrierismo e la corruzione. Per distinguere gli uni
dagli altri bisogna fare qualche sforzo: informarsi e cercare di conoscere i candidati, altrimenti
vincerà sempre chi gode dell’appoggio dei potenti ed è disposto a qualsiasi compromesso pur
di restare in sella.

RISPOSTE: https://www.albertozelgersindaco.it/wp-content/uploads/2022/05/RISP-ACLI-VR.pdf